Un derby dominato e da uomini. Ora testa a giovedì

Quello che chiedevamo alla squadra è quanto ci hanno dato. Volevamo concentrazione, determinazione, presenza nei contrasti, non lasciarsi intimorire dai provocatori, in parte vendicare la partita di andata. C’è stato tutto e anche di più e per questo dobbiamo ringraziare giocatori e mister. La partita l’abbiamo dominata per larghi tratti, peccato che in fase realizzativa non si riesce ancora a essere cinici e a sfruttare tutte le occasioni che ci capitano. Certo il loro portiere ha fatto la differenza, anche se un grande applauso va anche al nostro Mandas che ormai, secondo l’opinione generale, si è conquistato il ruolo di titolare. Molto bene la coppia centrale Gigot e Romagnoli, con quest’ultimo sempre più bomber, il che ci rallegra ma ci preoccupa un po’. Ugualmente positiva la prova dei due centrocampisti, Rovella e Guendouzi, che hanno surclassato i dirimpettai. Meno bene l’attacco, a parte Zaccagni e Isaksen, comunque sempre pronti a fare la differenza, Castellanos, Noslin e Dia non riescono a ritrovare anche un minimo feeling con la rete. Sembrano avvolti da una sorta di eccessivo timore che li porta a sbagliare o scivolare o perdersi nei momenti determinanti. Certo che il pareggio aiuta poco in una scalata alla Champions, per quanto sia ancora una possibilità per nulla tramontata. Il calendario ci aiuta nei prossimi tre turni, cerchiamo di fare il meglio possibile. Ma la stagione, non ce lo neghiamo, passa per la gara di giovedì. Due gol da recuperare ai norvegesi del Bodo, difficile ma non impossibile. Saremo tanti a sostenerli. Forza ragazzi, mollare proprio ora lascerebbe troppo amaro in bocca. Una nota finale sullo spettacolo della curva: “La Lazio è dove sono i laziali”, noi storia e radici di una città.
Roberto Malgeri
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