La partita tra Juventus e Lazio all’Allianz Stadium si è conclusa con una sconfitta amara per i biancocelesti, ma a lasciare l’amaro in bocca non è solo il risultato. La gestione arbitrale, infatti, è stata al centro di forti polemiche per alcune decisioni discutibili che hanno influito sull’andamento del match. In particolare, l’attenzione è puntata su due episodi chiave che hanno visto protagonista Douglas Luiz, rimasto in campo nonostante due interventi duri, su Rovella e Patric, che avrebbero meritato ben altra sanzione.
Il primo episodio incriminato è avvenuto al 38’ del secondo tempo, quando Douglas Luiz ha rifilato un pugno a Patric, colpo che avrebbe potuto essere punito con il rosso diretto per condotta violenta. Tuttavia, il Var, guidato da Di Paolo, non è intervenuto, lasciando il brasiliano impunito. Le immagini non erano nitide, si dirà, ma per molti l’intenzione del gesto era evidente e l’arbitro Sacchi avrebbe dovuto richiamare l’attenzione. Il secondo intervento, forse ancora più grave, è stato il piede a martello di Luiz su Rovella: un fallo pericoloso e non sanzionato adeguatamente. Anche in questo caso, nessuna revisione del Var e nessun cartellino rosso, nonostante l’aggressività dell’intervento.
La furia della Lazio, incarnata nelle parole del direttore sportivo Angelo Fabiani, è esplosa nel post partita: “Cosa deve succedere perché il Var intervenga? Abbiamo visto Douglas Luiz colpire Patric e poi entrare in modo scomposto su Rovella, ma l’arbitro non ha fatto nulla. Eppure, sull’episodio di Romagnoli sono stati velocissimi. Così si distrugge il calcio. Il Var deve servire a garantire giustizia, ma sembra che funzioni a intermittenza, e non solo contro la Lazio. A questo punto, facciamo una class action per abolirlo!”.
Questa rabbia è giustificata dalla mancanza di uniformità nelle decisioni arbitrali. Fabiani non si è trattenuto nemmeno sull’ipotesi del Var a chiamata: “Dicono di introdurre il Var a chiamata delle società? Siamo su Scherzi a Parte, chiamatelo Avatar a questo punto! Se già così non funziona, figurarsi con altre complicazioni”. E a nulla sono servite le scuse implicite sul mancato rigore per un presunto fallo di mano di Gila, non sanzionato, o il semplice scontro di gioco tra Vlahovic e Patric. Gli errori sui falli di Douglas Luiz sono rimasti senza risposta.
La prestazione difensiva della Lazio, rimasta in dieci dopo l’espulsione di Romagnoli, è stata di altissimo livello, ma le decisioni arbitrali hanno macchiato un match in cui la squadra di Baroni avrebbe meritato di più. L’espulsione del capitano biancoceleste può essere ritenuta giusta, ma la mancata severità nei confronti di Douglas Luiz ha condizionato pesantemente il risultato finale. La rabbia della Lazio è palpabile, e non è solo per la sconfitta, ma per una sensazione di ingiustizia che, ancora una volta, ha visto protagonista la Var.

