Lazio-Atalanta, Sarri alla vigilia: “Domani orgoglio ed entusiasmo. Il futuro? Serve un anno uno”
Vigilia di semifinale d’andata di Coppa Italia al Lazio Training Centre. In conferenza stampa il tecnico biancoceleste Maurizio Sarri ha analizzato il momento della squadra, il valore della sfida contro l’Atalanta e le prospettive del club.
“Era un anno zero, il prossimo dovrà essere un anno uno”
Sarri ha ribadito quanto dichiarato a inizio stagione:
“Era chiaro fin dall’inizio che sarebbe stato un anno zero. Serve pazienza, io ce l’ho messa. Sarebbe bello se la mettessero tutti.”
Guardando avanti, il tecnico è netto:
“Il prossimo dovrà essere un anno uno, un anno di investimenti per tornare più competitivi. I programmi li fa la società, ma l’idea è questa.”
Il peso della semifinale
Sull’importanza della gara contro l’Atalanta:
“Per il futuro non credo abbia grande peso. Domani (oggi n.d.r.) però affrontiamo una squadra fortissima, l’unica italiana ancora in Champions. Sarà difficilissima, soprattutto su 180 minuti.”
Sarri chiede orgoglio:
“Siamo arrivati qui eliminando le due finaliste dell’anno scorso. Dobbiamo avere entusiasmo e consapevolezza che possiamo giarcela, pur sapendo quanto sia complicata.”
Squadra spenta a Torino: “Responsabilità di tutti”
Dopo la prova opaca dell’ultima uscita:
“Se la squadra è sembrata triste o spenta, la responsabilità è di tutti: allenatore, staff, società, ambiente. È stato un calo mentale inaspettato, anche perché due settimane fa abbiamo fatto tre ottime partite in sei giorni.”
Il tecnico lancia un messaggio chiaro:
“Se il problema era l’attesa di questa partita, domani dobbiamo rinascere insieme. Se i motivi sono altri, resteremo in difficoltà.”
Il confronto con l’Atalanta
Sarri riconosce il percorso del club bergamasco:
“L’Atalanta viene da un progetto iniziato dieci anni fa, con investimenti crescenti. Oggi può permettersi giocatori di alto livello. È normale che il divario possa ampliarsi.”
Dal punto di vista tattico, però, ridimensiona:
“La difficoltà non è tattica, è nella loro qualità. Prima di tutto conta l’atteggiamento. A Torino potevamo cambiare sette moduli e non sarebbe cambiato nulla.”
“Questa squadra ha un’anima”
Alle critiche risponde così:
“Due settimane fa abbiamo fatto tre partite di alto livello. L’anima non si perde in dieci giorni. Nell’arco di una stagione può capitare di sbagliare totalmente una gara.”
Sulla condizione della rosa:
“Gila e Pedro si sono allenati parzialmente, Basic lo valutiamo oggi. Vedremo chi potrà essere recuperato.”
Fine ciclo e nuova fase
Sarri ha spiegato il passaggio dalla vecchia Lazio:
“Era una squadra forte ma a fine ciclo. Alcuni giocatori, classe ’91, ’92, ’94, erano qui da tanti anni e volevano provare altro. Ora è iniziato un percorso diverso. Oggi, tecnicamente, questa squadra è inferiore a quella di allora.”
Ambiente e tifosi
Sulle contestazioni:
“Rispetto le decisioni dei tifosi. Se hanno scelto così avranno i loro motivi. A Roma se uno ascolta tutte le polemiche dura quindici giorni. Io penso ad allenare.”







