Il presidente della Lazio, Claudio Lotito, ha espresso con fermezza e passione la sua visione sulla gestione della squadra e i progetti futuri durante un incontro con i giornalisti all’uscita dal consiglio FIGC. Lotito ha parlato di come la Lazio, sotto la sua guida, punti a risultati sia organizzativi che sportivi senza cedere a mode o superficialità, affermando con orgoglio che non agirà mai come “una cicala”. Egli distingue il suo ruolo di presidente appassionato ma rigoroso: non un semplice tifoso alla guida, ma un dirigente responsabile e orientato agli obiettivi.
Alla domanda sugli obiettivi di campionato, Lotito ha precisato che, pur riconoscendo l’importanza del denaro, questo non è un fattore esclusivo per il successo, portando come esempio l’Atalanta, che lo scorso anno ha trionfato in Europa League senza disporre dei mezzi economici di altre squadre più blasonate.
In merito alle infrastrutture, il presidente ha annunciato che entro metà novembre sarà completato uno studio di pre-fattibilità per il nuovo stadio, un progetto che si affianca alla realizzazione di un centro sportivo all’avanguardia. Il nuovo complesso comprenderà anche una scuola e un alloggio per i giovani calciatori, a testimonianza dell’impegno della Lazio nella formazione e nella crescita non solo tecnica, ma anche educativa e valoriale dei giovani talenti. Lotito ritiene fondamentale infondere nei giovani i principi del rispetto, della dedizione e della cooperazione, valori che il calcio dovrebbe trasmettere e mettere al servizio della comunità, piuttosto che del singolo proprietario.
Nel corso dell’intervista, Lotito ha enfatizzato il suo legame profondo con la storia e la tradizione della Lazio, sottolineando il dovere morale di preservare e tramandare la cultura della squadra, fondata nel 1900. Inoltre, ha ribadito il suo impegno sociale attraverso una fondazione che opera nelle carceri, negli ospedali e in altre realtà in difficoltà, poiché è convinto che il calcio abbia un potere simbolico e morale capace di unire le persone, come accadeva nei tempi antichi, quando durante le Olimpiadi le guerre si fermavano. Per Lotito, lo sport deve rappresentare un valore al di sopra delle contese politiche ed economiche, uno strumento per riportare speranza e sollievo nelle vite di coloro che affrontano difficoltà quotidiane.
Infine, sul tecnico Marco Baroni, Lotito ha dichiarato di averlo scelto per il ruolo di guida tecnica proprio per la sua capacità di integrarsi nel progetto come membro della famiglia Lazio. Paragonandolo alla figura storica di Tommaso Maestrelli, Lotito ha affermato di non essere interessato a nomi di richiamo, ma a persone pronte a lottare per la squadra e per i tifosi, creando una compagine di atleti determinati e uniti.

