La Lazio sparisce a Venezia
La partita giocata sabato pomeriggio a Venezia è difficile da spiegare e da comprendere dopo i 90 minuti contro il Napoli. Spenti, incapaci di reagire al gioco sicuramente rude, forse anche troppo, dei lagunari, senza pressing, aspettando probabilmente un gol che sarebbe dovuto arrivare non si sa per quale legge misteriosa. Alla fine contiamo una sola buona azione, conclusa con un tiro di Dia in mare, ed una conclusione di Isaksen da 40 metri deviata dal portiere. Anzi che non si è perso, visto che il Venezia alla fine avrebbe anche meritato di vincere. Non si può addebitare una prova così scadente solo alle assenze di Rovella e Castellanos, per quanto pedine fondamentali. Abbiamo visto giocatori passeggiare per il campo, tra tutti Tavares, dannoso se non in giornata. Tutto ciò preoccupa entrando ormai nel vivo della stagione. L’Inter in coppa Italia e dal 6 marzo la ripresa dell’Europa League. Che poi, guardando al resto del programma della giornata, è andata anche bene, guadagnando un punto su Milan, Bologna e Fiorentina. Non sulla Juventus che ci supera al quarto posto. Ma fondamentale è ritrovarsi, al di là dei piazzamenti attuali, bisogna sempre scendere in campo per sbranare l’avversario, se iniziamo ad illuderci che siamo in grado di vincere le partite senza soffrire non andremo lontano. Si è sempre detto che il quarto posto è un traguardo complicatissimo, ma non bisogna mai mollare. Note positive la prova di Mandas e l’esordio di Belahyane. Ora si va a Milano, passare il turno su un campo così difficile e ritrovarsi a giocare una semifinale di Coppa Italia sarebbe un ottimo risultato. Forza e avanti Lazio.
Roberto Malgeri
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