Dia colpito dalla malaria: la Lazio cerca chiarezza sui tempi di recupero
Boulaye Dia, attaccante della Lazio, ha contratto la malaria durante il ritiro con la Nazionale del Senegal, come comunicato ufficialmente dalla Federcalcio senegalese. Una notizia che ha lasciato di stucco il club biancoceleste, allarmato dalla scoperta improvvisa e dalla delicatezza della situazione sanitaria del giocatore. Il team medico laziale si è attivato immediatamente per seguire da vicino il caso e valutare le condizioni di Dia, appena sarà di ritorno nella Capitale. Tuttavia, ci sono dubbi sul periodo di incubazione della malattia, che solitamente richiede 7-10 giorni, un dato che non combacia con il recente arrivo di Dia in Africa, alimentando incertezze su quando potrebbe essere avvenuto il contagio.
Il precedente più recente risale a febbraio, quando Christian Kouamé, calciatore della Fiorentina, contrasse la malaria e rimase lontano dai campi per circa un mese. L’esperienza di Kouamé accresce la preoccupazione della Lazio, poiché il periodo di recupero di Dia potrebbe variare significativamente a seconda della gravità dell’infezione, che secondo i medici senegalesi dovrebbe essere una forma lieve. Se confermato, questo consentirebbe un recupero più rapido, anche se la prudenza resta d’obbligo, considerando le incognite ancora aperte.
La Lazio, desiderosa di avere chiarezza, attende il rientro di Dia, previsto tra oggi e domani, per sottoporlo a ulteriori esami e stabilire con precisione i tempi di recupero. Nel frattempo, il club capitolino non esclude una temporanea quarantena per il giocatore, pur considerando che la malaria non è contagiosa tra esseri umani. Intanto, l’allenatore Marco Baroni spera che la malattia non si riveli un ostacolo troppo lungo, auspicando di poter avere a disposizione Dia per la sfida del 24 novembre contro il Bologna.

