Se durante la tua vita sei riuscito ad entrare nel cuore delle persone, nemmeno la morte potrà cancellarti in modo permanente ed è cosi che Sven Goran Eriksson continua a vivere nel cuore di tutti i tifosi biancocelesti. Era il 1997 quando l’allora presidente Cragnotti lo chiamò per affidargli il timone di una che squadra, che sarebbe diventata a cavallo tra gli anni ’90 e 2000, una delle più forti nel panorama nazionale e internazionale. Il tecnico svedese conosceva già molto bene il campionato italiano viste le precedenti esperienze con Roma, Fiorentina e Sampdoria. Dopo una breve parentesi in Portogallo con il Benfica, non ha avuto difficoltà a immergersi nuovamente in una realtà molto ostica come quella del campionato di Serie A. Il resto è storia. Una bella storia che dice: 1 Scudetto nel 1999/00, 1 Coppa Italia nel 1997/98, 1 Coppa Italia nel 1999/00, 1 Supercoppa Italiana nel 1998, 1 Supercoppa Italiana nel 2000, 1 Coppa delle Coppe nel 1998/99 e 1 Supercoppa Europea nel 1999. Ciliegina sulla torta che non va dimenticata, i 4 derby vinti al suo approdo sulla panchina capitolina. Se Maurizio Sarri definì la Lazio come “un qualcosa che ti entra dentro”, Sven Goran Eriksson ci ha confermato che è davvero così. Perché proprio durante il suo ultimo tour per gli stadi prima di salutarci definitivamente, tra la sue tappe in programma ha scelto anche quella dello Stadio Olimpico dove ad aspettarlo c’era il suo pubblico che non lo ha mai dimenticato lo ricorderà sempre con stima e affetto.

Ancora grazie Sven. E’ stato un bel viaggio.

di Nicola Puddu tifoso laziale che vive in Austria

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