Lazio, tante opzioni per Baroni in vista del Bodo: la formazione si plasma fino all’ultimo

La sfida contro il Bodo rappresenta per Marco Baroni non solo un test europeo, ma anche l’occasione per esprimere al meglio la versatilità del suo gruppo. Il tecnico biancoceleste ha davanti a sé diverse scelte importanti da ponderare, soprattutto in due ruoli chiave: in porta e al centro dell’attacco. Due ruoli, due volti per ciascuno. Chi tra Provedel e Mandas? Chi guiderà l’attacco, Taty Castellanos o Boulaye Dia?

Sono alternative che testimoniano la profondità della rosa e la possibilità di adattarsi alle caratteristiche di ogni singolo match. Baroni ieri ha mescolato le carte in allenamento, facendo ruotare tutti e quattro i protagonisti. Una strategia che tiene tutti motivati e pronti a dare il massimo.

In passato ha già deciso all’ultimo, evitando di dare vantaggi psicologici o tecnici a qualcuno. Anche stavolta si affiderà a valutazioni legate al tipo di partita. Il vento forte che spesso caratterizza la città norvegese ha attirato la sua attenzione: le traiettorie cambiano, i rinvii diventano imprevedibili, e potrebbero far pendere la bilancia dalla parte di Provedel, più adatto a un gioco basso e ragionato rispetto a Mandas, che si era distinto a Bergamo con i suoi lanci lunghi.

La formazione prende forma

Al netto di queste riflessioni, alcune scelte sembrano già definite: Hysaj e Marusic sugli esterni, Gila e Romagnoli al centro della difesa, Guendouzi e Vecino in mediana. Sulla trequarti ci saranno Isaksen, Pedro e Zaccagni, ma anche qui Baroni tiene aperta la porta alla sorpresa: Tchaouna, Noslin e Dele-Bashiru sono stati provati nella rifinitura, a testimonianza di un gruppo ricco di soluzioni.

Assenze pesanti (Rovella squalificato, Tavares e Pellegrini out) riducono le opzioni, ma non intaccano la determinazione. Nessun giovane della Primavera è stato convocato, il gruppo sarà compatto e mirato. Pedro intanto si prepara alla sua cinquantesima presenza in Europa League: ha già segnato quattro reti in questa edizione e punta a raggiungere il suo personale record stagionale.

Una trasferta che mette alla prova, ma rafforza l’identità

Nessuna tifoseria organizzata al seguito per via del provvedimento UEFA dopo gli episodi di Plzen. A Bodo, dunque, ci saranno solo un centinaio di sostenitori su invito, sistemati nella tribuna principale grazie a un volo charter. Lotito ha investito personalmente per garantire alla squadra un viaggio in prima classe, trasformando il rientro in nottata in un momento di recupero fisico.

L’ambiente sarà ostile: freddo polare, vento e campo sintetico. Ma la Lazio non cerca scuse. Baroni sa che sarà la mentalità a fare la differenza. E sarà proprio quella fame di riscatto e determinazione a scaldare i cuori biancocelesti, più dei guanti o delle felpe termiche indossate a Bodo.


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