Una giornata indimenticabile a Formello: Cragnotti e Lotito, simboli di una Lazio eterna
Una mattinata ricca di emozioni ha fatto rivivere la memoria del 14 maggio 2000, data storica per la Lazio. Per la prima volta dopo ventidue anni, Sergio Cragnotti è tornato a Formello, accolto da Claudio Lotito in un incontro carico di simbolismo e rispetto. Due figure diverse per epoca e gestione, ma unite da un filo comune: l’appartenenza autentica alla città di Roma, non a investitori stranieri.
Cragnotti, l’uomo del trionfo nazionale e internazionale, colui che portò la Lazio sul tetto d’Italia e d’Europa, ha ritrovato i luoghi in cui costruì una delle squadre più forti della storia biancoceleste, definita da Sir Alex Ferguson la migliore al mondo dopo la finale di Montecarlo. Dall’altra parte, Lotito, l’attuale presidente, ha ricordato con sobrietà la sua battaglia lunga ventuno anni per salvare il club dal baratro economico, vincendo sei trofei e mantenendo saldo l’equilibrio finanziario.
Durante la visita, Cragnotti ha potuto ammirare le trasformazioni del centro sportivo, oggi un punto di riferimento europeo per strutture e innovazione. Con eleganza, ha lodato il lavoro di Lotito, sottolineando la qualità e la visione del progetto. Quest’ultimo ha ringraziato e ribadito l’importanza di costruire basi solide per il futuro, senza mai dimenticare chi ha scritto le pagine più belle del passato.
L’ex patron, accompagnato dal figlio Massimo, ha percorso ogni angolo del centro, dai laboratori medici agli spogliatoi, passando per il campo dove la squadra si stava preparando all’allenamento. Ha anche incontrato brevemente il gruppo squadra, prima di assistere alla presentazione del libro “Diluvio e Delirio”, dedicato allo storico scudetto del 2000.
Cragnotti, visibilmente emozionato, ha raccontato come si avvicinò alla Lazio, dopo un’esperienza calcistica vissuta in Brasile tra Palmeiras e Corinthians. “Spezzammo il dominio del nord, riportando la passione e l’ambizione a Roma”, ha ricordato con orgoglio. Ha poi fatto un plauso alla capacità di Lotito di far crescere la società con sacrifici e pragmatismo, augurandogli il meglio per il futuro.
Lotito, con consueta determinazione, ha ribadito che il successo richiede lavoro e pazienza. “Non esiste futuro senza memoria”, ha detto. “Spero che mio figlio possa proseguire questo cammino: vincere è un processo che nasce da idee chiare e solide fondamenta”.
Fonte: corrieredellosport.it –






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