A Verona bella vittoria, chiari segnali di un Lazio ritrovata
Sono bastati due minuti, con il gran gol di Gigot, per scacciare i fantasmi di una trasferta dalla quale ci si aspettavano risposte. Il raddoppio di Dia ed il tre a zero del capitano Zaccagni hanno sancito la certezza che la Lazio è tornata a giocare e a divertire. Nonostante cinque minuti di sofferenza alla fine del primo tempo, abbiamo rivisto pressing, presenza costante nella metacampo avversaria, grande dinamicità, grazie, tra tutti, al contributo nuovamente determinante dei due centrocampisti Rovella e Guendouzi. Quest’ultimo imperioso, con un assist sul secondo gol da manuale del calcio. Il modulo funziona e su questo bisogna insistere. Senza Vecino il 433 è un azzardo, meglio restare sulle certezze del 4231. Questo era il sistema di inizio stagione, di una Lazio che aveva sorpreso tutti, perché cambiare? Il ruolo di Dia si esalta, ieri giocate di gran classe ed una condizione fisica sorprendente. Ora certo non bisogna fermarsi. L’incontro con la Fiorentina può portarci, vincendo, a nove punti dai viola. Mentre le distanze da chi ci precede, l’Atalanta dei sogni, è soltanto di quattro lunghezze. Giovedì testa alla Coppa con la Real Sociedad, con la qualificazione diretta agli ottavi ormai ad un passo. Chiudiamo con una nota per un giocatore che merita tutti i complimenti per ogni cattiveria che gli è stata rivolta. Parliamo di Hysaj, subentrato da fuori rosa, che si è messo a disposizione, con tanta umiltà, dimostrando quanto vale. Non sappiamo quale saranno gli sviluppi del mercato, ma se sarà possibile non me ne priverei di sicuro.

Di Roberto Malgeri

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