Collezionismo, che passione…
Nel calcio si ha solo l’imbarazzo della scelta. Cosa si vuole collezionare? Maglie da gioco, biglietti usati dello stadio, gagliardetti, gadget societari, cappellini, sciarpe, adesivi, spillette… e chi più ne ha più ne metta!
Grosso merito del boom dei collezionisti materiale calcio ebbe , a fine anni ‘70, il “Guerin sportivo”, la storica rivista bolognese che ci accompagnava settimanalmente. Oltre alle loro fotografie splendide, prese dai più famosi fotoreporter dell’epoca, qualcuno ebbe la geniale idea di inventare una rubrica che, a suo modo, fece la storia del mondo del collezionismo.
Nasceva “La palestra dei lettori”, una rubrica in cui i collezionisti inviavano il proprio annuncio di scambio, vendita o acquisto, e questa veniva pubblicata. Il successo fu enorme, in quanto che il Guerino aveva all’epoca una tiratura spaventosa, e veniva letto non solo in Italia ma anche all’estero.
Da ciò prese spunto una sorta di escalation. Il collezionare materiale fu preso come spunto dalla tifoseria più giovane, gli ultras, per trovare materiale delle altre tifoserie , e anche per scambiare idee tra tifosi di città anche lontane tra loro.
Al Guerin Sportivo seguì la rivista “Tuttocalcio ABC”, che addirittura diede vita ad una piccola rivista allegata .
Ormai la febbre del collezionista e del tifo era scoppiata.
Ogni giovane aveva decine e decine di “corrispondenti” in tutta Italia (e non solo!).
Una delle richieste più comuni tra i giovani collezionisti, era “le foto del tifo”. Una raccolta di scatti delle più belle scenografie fatte dalle curve di ogni angolo dello stivale.
A quel punto era pronto il grande salto di qualità. Il nascere di una rivista esclusiva che trattasse l’argomento tifo a 360 gradi, e le inserzioni dei collezionisti, italiani e stranieri, a valanga.
Nasce “Supertifo”, che per tantissimi anni è stato una pietra miliare nell’editoria ultras.
Centinaia di annunci, decine e decine di foto del tifo, articoli interessantissimi sui gruppi organizzati di ogni angolo del mondo.
Ancora non eravamo nell’epoca di internet, e il divertimento e le passioni si cercavano nei modi più tradizionali. Per posta. Con una lettera o un pacchetto. Ci si scambiavano gli adesivi, una sciarpa, e tante tante foto.
L’avvento dell’informatizzazione poi ha demolito queste icone della nostra gioventù. Ma questa è un’altra storia…


