Una serata che fa male, ma senza paura riprendiamo il cammino
La sconfitta severa, quella che fa male, prima o poi doveva arrivare e puntualmente, come ogni laziale sa, è arrivata. Lunedì sera siamo usciti dallo stadio tutti un po’ tramortiti, confusi, ma con la comune convinzione che bisognava ripartire mettendosi alle spalle questa serataccia. Che poi, vai a vedere, l’inizio partita non annunciava certo un simile disastro e in ogni caso il 6 a zero finale è una punizione non meritata. Trenta minuti almeno di buon calcio che davano l’idea di una squadra capace di reggere l’urto di una corazzata come l’Inter, con un gol sfiorato da Noslin. Poi è arrivato l’infortunio di Gila, un momento di confusione in campo, il primo gol su un rigore netto ma sfortunato e da lì la voglia di riprendere subito la partita pagata con il secondo goal. Del secondo tempo e della disfatta totale inutile parlarne, anche se, va detto, giocavamo ormai senza difesa, essendo uscito Gigot anche lui per infortunio. Un vecchio striscione, in uno dei periodi più drammatici della nostra meravigliosa storia, recitava “non esiste notte tanto lunga da impedire al sole di risorgere”. Ecco ciò che dobbiamo fare, limitare la notte a quella del 16 dicembre, ripartendo subito, sabato a Lecce, con il sole di una Lazio che ci ha entusiasmato in questi mesi. La curva, meravigliosa, lo ha cantato alla squadra che non rimarrà sola, siamo certi che i giocatori, per quanto hanno fatto, non si lasceranno vincere da sconforto e delusione. Non eravamo forse da scudetto, l’Inter ha dimostrato che ancora non siamo a quei livelli, ma da agosto ad oggi abbiamo dato dimostrazione di tutte le caratteristiche di una grande: determinazione, spirito di squadra, voglia di vincere, unità di intenti. Lasciate godere chi, di fronte al suo totale disastro, prova a rialzare la testa, sorridetegli. Noi riprendiamo il cammino.
di Roberto Malgeri
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