Lazio e Fiorentina, tutto sbagliato
Un vecchio detto popolare dice che: se qualcosa comincia male spesso finisce peggio. Esattamente così è andata tra Lazio e Fiorentina. Già dalla lettura delle formazioni abbiamo capito che sarebbe stata durissima. La scelta di Baroni di tenere fuori Rovella si è dimostrata letale. Oggi il 4231 non può prescindere dalla presenza di Guendouzi e Rovella, soprattutto per la forza dei giocatori ma anche per la mancanza reale di sostituti. Si dice che, alla base, c’erano motivi personali gravi del calciatore, ma a quel punto non lo si porta in panchina. Dire che l’allenatore questa volta ha sbagliato, come giovedì tenendo in campo i due centrocampisti per 90 minuti, non è lesa maestà, per il resto il buono fatto non lo dimentichiamo di sicuro. Con l’inizio della partita, in soli 20 minuti, le paure iniziali si sono trasformate in realtà. Come nel derby un avvio totalmente passivo, in balia dell’avversario, subendo due gol ed un palo. La Lazio prova a ripartire, il secondo tempo è lodevole dal punto di vista dell’impegno, questa volta, al contrario che con la Roma, riusciamo anche a segnare al 93esimo, ma agli sbagli si somma una grande sfortuna con il palo interno di Pedro che cammina sulla linea e non entra. Qualcosa che anche la fisica fa fatica a spiegare. Ma quando non va non va, ci si mette anche l’arbitro Rapuano, incapace a gestire la partita, consentendo perdite di tempo già dalla metà della prima parte di gara. Effettivamente peggio di così non poteva finire, perdiamo punti che avrebbero fatto la differenza. Se possiamo salvare qualcosa di una domenica sera maledetta c’è, senza dubbio, il carattere e la voglia comunque di non mollare. Questa squadra ha bisogno di un aiuto dal mercato, inutile dire che la rosa non è migliorabile, occorre muoversi. Oggi è il 28 gennaio, restano 6 giorni.
di Roberto Malgeri


