La Lazio perde a Parma tra errori ed orrori arbitrali
L’unica cosa veramente importante della domenica calcistica è che Edoardo Bove stia meglio. Vanno a lui i migliori auguri di una rapida e completa guarigione per tornare in campo e dare seguito alla sua brillante carriera. Dopo questa fondamentale premessa, passiamo alla nostra Lazio e alla trasferta di Parma. A memoria è difficile ricordare una partita che presenti tante anomalie e tante circostanze tutte contrarie a noi. Senza voler esprimere giudizi e recriminazioni, mi limito alla semplice cronaca: passano solo 2 minuti e ci viene annullato un gol; Rovella, forse ancora turbato dalla decisione arbitrale, sbaglia un passaggio elementare e regala l’uno a zero al Parma; ci viene assegnato un rigore che il VAR prontamente annulla; per ben due volte i difensori salvano sulla linea di porta a portiere battuto; Gila, anche lui non solito a simili sciocchezze, perde una palla facile a centrocampo e regala il due a zero al Parma; entra in scena Suzuki con almeno 4 parate da cineteca; occasioni su occasioni fallite, per un conteggio finale di 23 tiri a 12. Mi viene spontaneo dire doveva andare così, lo ha voluto il fato, ma soprattutto lo hanno voluto arbitro e VAR. Siamo alla quarta sconfitta, su tre delle quali non possiamo dire che è solo colpa nostra. E mentre i gufi iniziano a frignare, qui bisogna ripartire, considerando sempre dove siamo partiti e dove siamo ora. Nessun sogno infranto e nessun ritorno alla realtà. Il nostro sogno è la Lazio di quest’anno e la sua voglia di non mollare mai. Il ritorno alla realtà non serve, la nostra realtà è sempre più brillante, viva, unica come la nostra incancellabile voglia di vincere. Ci attendono sfide difficili, con tante assenze. Oddio diranno in molti, io dico bene, mettiamoci alla prova.
di ROBERTO MALGERI
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