Stadio Flaminio: bocciato il progetto Roma Nuoto, ora Lotito vede la strada libera per la Lazio

Lo Stadio Flaminio resta al centro del dibattito capitolino. L’Assemblea Capitolina ha respinto la proposta di riqualificazione presentata dalla Roma Nuoto, giudicata non in linea con l’interesse pubblico. Una scelta che di fatto apre le porte al progetto — ancora solo ipotizzato — della SS Lazio di Claudio Lotito, che punta a fare dello storico impianto il futuro stadio biancoceleste.

Con 23 voti favorevoli e un solo astenuto, è stata approvata la delibera che boccia l’iniziativa della Roma Nuoto. Il progetto, infatti, avrebbe ridotto la capienza del Flaminio a soli 7.500 posti e introdotto un’area commerciale di circa 2.500 metri quadrati, snaturando la funzione principale dello stadio e trasformandolo in una struttura polifunzionale più votata al business che allo sport di alto livello.

Ma c’è un elemento chiave dietro il no dell’amministrazione capitolina: il Flaminio è stato ufficialmente inserito tra gli impianti promessi per i Campionati Europei UEFA del 2032. Roma, candidata ad ospitare l’evento continentale, ha individuato lo stadio progettato da Pierluigi Nervi come uno dei campi di allenamento ufficiali per le Nazionali. Per questo motivo, qualsiasi intervento dovrà rispettare non solo il valore storico e architettonico dell’impianto, realizzato per le Olimpiadi del 1960, ma anche i requisiti richiesti dalla UEFA per eventi di caratura internazionale.

Come spiegato dall’assessore allo Sport Alessandro Onorato, il progetto Roma Nuoto depotenzia la vocazione sportiva dello stadio, rendendolo inadatto sia per il calcio di vertice che per grandi eventi culturali e musicali. “Ridurre la capienza e privilegiare aree commerciali significa rinunciare alla possibilità di far tornare il Flaminio al centro della vita sportiva e culturale romana”, ha commentato.

Al momento, rimane in campo solo la manifestazione d’interesse della Lazio di Claudio Lotito, che ha presentato un render e un piano economico preliminare. Tuttavia, manca ancora un progetto definitivo. La conferenza dei servizi potrebbe essere convocata nelle prossime settimane, aprendo così una fase di confronto sul futuro dell’impianto.

Non sono mancate critiche in aula. Giovanni Quarzo, capogruppo di Fratelli d’Italia, ha accusato la maggioranza di aver respinto un piano completo e sostenibile solo per lasciare spazio a una manifestazione d’interesse ancora priva di contenuti concreti. Anche Linda Meleo del Movimento 5 Stelle ha evidenziato i ritardi e auspicato una maggiore condivisione con la cittadinanza sul destino di uno degli impianti più iconici della capitale.

Il Flaminio, oltre alla sua vocazione sportiva, è stato negli anni teatro di concerti di artisti di fama internazionale come U2, Prince e Claudio Baglioni. L’amministrazione capitolina intende restituire alla città uno spazio polifunzionale in grado di ospitare eventi sportivi di primo livello, spettacoli e manifestazioni culturali, mantenendo vivo il valore storico e sociale dell’impianto.

Fonte: fanpage.it


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