Milan annientato, ma quanta follia in un finale al cardiopalma
Chi di voi, ad un certo punto della partita, dall’ottantesimo in poi, non ha pensato che si stesse assistendo a qualcosa di folle, di assurdo, insomma di molto laziale. Per novanta minuti abbiamo annichilito il Milan e la sua maglia improponibile. Alla fine, si contano ben 21 tiri, con almeno 6 occasioni nitide sprecate. Palloni usciti di niente, carambole in aria di rigore, uno contro uno davanti al portiere calciandogli addosso. Insomma, la fiera del gol mancato. La Lazio ha giocato una grande partita, con alcune individualità che hanno veramente acceso le luci di San Siro. Gila su tutti con Gigot a ruota, Guendouzi, Rovella e Nuno Tavares, almeno in fase di spinta meno in quella difensiva, che ha fatto venire l’acquolina in bocca ai tifosi rossoneri ed un Isaksen che, ogni domenica, mostra la sua crescita costante. Il solito capitan Zaccagni. Molto buona anche la prova di Marusic, fino a che Theo Hernandez non lo ha messo ko con un colpo quantomeno sospetto. Bene anche Lazzari quando entrato. Tutto bello fino all’ottantatreesimo quando decidiamo di far segnare di testa Chukwueze, che non nell’altezza e nello stacco le sue principali doti. Da lì esplode la follia, prendiamo contropiedi, continuiamo a divorarci occasioni, rischiamo di perdere una partita dominata. Per fortuna arriva un rigore sacrosanto. In una serata del genere chiunque di noi ha pensato ad un esito catastrofico dal dischetto, ma non Pedro che, glaciale, lo ha calciato come meglio non si poteva. Una grande vittoria, forse ancor più eccezionale con questo finale trhrilling, ma se per il futuro possiamo evitare di mettere a rischio le coronarie sarebbe meglio. Se si può trarre un insegnamento da una partita come questa è che serve freddezza e precisione sotto porta. Nelle ultime tre gare abbiamo veramente sprecato troppo. L’assenza del Taty, pur non essendo anche lui un goleador, si sta facendo sentire.
Roberto Malgeri
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