Matteo Guendouzi, centrocampista francese della Lazio, ha raccontato il suo straordinario percorso ai microfoni de La Gazzetta dello Sport. La sua avventura in Serie A e l’apporto del tecnico Baroni sono stati centrali nella sua crescita, rendendolo uno dei protagonisti principali della squadra biancoceleste e del campionato.

Un’alleanza vincente con la Lazio
Guendouzi ha sottolineato quanto si trovi a suo agio nel calcio italiano, definendo la Serie A il miglior campionato al mondo dal punto di vista tattico, secondo solo alla Premier League. “Alla Lazio mi sento cresciuto tanto come calciatore,” ha spiegato, aggiungendo che la scelta di trasferirsi a Roma si è rivelata decisiva per la sua evoluzione. Con Baroni alla guida, il francese ha trovato una squadra organizzata ed entusiasta, capace di combinare bel gioco e solidità: “Baroni ci ha dato una filosofia che coinvolge tutti, attacco e difesa in un equilibrio perfetto. Questo ha esaltato il nostro potenziale”.

La rinascita personale e il ritorno in nazionale
Dopo anni di critiche sul suo carattere, Guendouzi è riuscito a smentire ogni pregiudizio. “Quando sono arrivato a Roma, si parlava del mio temperamento, ma oggi conta solo il lavoro sul campo”, ha dichiarato. Le sue prestazioni in maglia biancoceleste gli hanno anche permesso di tornare protagonista con la nazionale francese, un sogno coltivato sin da bambino: “Essere convocati in Francia non è mai facile, vista la concorrenza. Giocare accanto a campioni come Kanté, Camavinga e Tchouaméni è motivo di orgoglio”.

L’elogio a Rovella e i grandi obiettivi
Parlando della recente sfida contro l’Italia, Guendouzi ha speso parole di stima per il compagno Nicolò Rovella, definendolo il miglior talento italiano nel suo ruolo: “Con lui condivido un’intesa straordinaria alla Lazio”. Tra gli obiettivi personali, Guendouzi sogna la qualificazione in Champions League e la conquista di un trofeo con il club: “Vincere qualcosa con la Lazio sarebbe speciale, per i tifosi e per il nostro progetto”.

Uno sguardo al futuro
Con la Lazio seconda in campionato e prima in Europa League, il francese invita a mantenere i piedi per terra: “Siamo solo all’inizio, ma non ci poniamo limiti. Possiamo competere con chiunque, sia in Italia che in Europa”. Nel frattempo, il suo nome italiano e il destino che l’ha portato a Roma sono simboli di un legame sempre più forte: “Quando me lo ricordano, rispondo che tutte le strade portano a Roma. L’Italia era scritta nel mio futuro”.

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