Arriviamo alla sosta, quindici giorni con le nazionali nell’attesa di riprendere il cammino. Intanto godiamoci questa classifica, guardiamola e mostriamola con orgoglio. Pensiamo a cosa eravamo solo quattro mesi fa, alla vigilia della prima di campionato con il Venezia, cosa sono riusciti a fare questi ragazzi e questo allenatore. Ieri un’altra grande prova di tenacia. Arrivavamo dalla partita di giovedì, contro un grande avversario, combattuta e vinta all’ultimo secondo. Le tossine e la stanchezza si sono mostrate negli ultimi venti minuti. Ma ancora una volta è venuta fuori la solidità di questo gruppo. Mi piace sottolineare come questa Lazio sia profondamente “laziale”, cioè come i giocatori siano i primi tifosi: si gioca, si soffre e alla fine si esulta. Zaccagni che canta i cori della curva è un’immagine da conservare. Bene tutti, ma una nota di merito va ad Alessio Romagnoli, criticato ad inizio stagione, che sembra tornato quello del suo arrivo a Roma. Aveva un avversario per niente facile come Milan Djuric, ma non gli ha lasciato nemmeno un colpo di testa. Ottima anche la prova di Marusic, anche lui in grande crescita, peccato per Taty che non ha segnato sprecando un’occasione quando sembrava già gol. Sulle televisioni insistono a chiedere qual è l’obiettivo di questa Lazio. Baroni, piccato, ha giustamente risposto che non serve fissare obiettivi, si va avanti, si prova a vincere sempre, alla fine vedremo cosa saremo riusciti a fare. Le ansie sono di altri, di chi, ad esempio dall’altra parte del Tevere, continua comicamente a sbagliarle tutte. Ci rivediamo il 24 novembre, Lazio-Bologna, iniziate a comprare il biglietto.
Roberto Malgeri

