Claudio Lotito, presidente della Lazio, è stato premiato questa mattina con il riconoscimento “Vita da Leader” durante un evento all’Hotel Sheraton di Roma, organizzato dal business sport Mental Coach Sandro Corapi. Nel suo intervento, Lotito ha riflettuto sulla sua carriera e, in particolare, sulla sua ventennale gestione della Lazio, evidenziando le scelte difficili compiute per salvare il club e la sua visione del ruolo sociale dello sport.

Lotito ha ricordato il momento cruciale del 2004, quando si trovò di fronte a una scelta: lasciare fallire la Lazio o salvarla accollandosi i debiti enormi che gravavano sul club, pari a 550 milioni di euro. Nonostante la difficile situazione economica, Lotito decise di preservare la storia e l’identità morale della società, ricordando come durante la Prima Guerra Mondiale uno dei suoi predecessori mise a disposizione il centro di allenamento della Lazio come orto per sfamare le persone in difficoltà. Per Lotito, la Lazio non è solo una squadra di calcio, ma un patrimonio storico e sociale al servizio della collettività, capace di offrire entusiasmo e forza a chi affronta le sfide quotidiane.

Il presidente biancoceleste ha sottolineato l’importanza della responsabilità sociale per chi guida un’azienda, una squadra o fa politica. Il successo, secondo Lotito, non deve essere valutato solo in termini economici e sportivi, ma anche in termini di impatto sociale. Chi ricopre ruoli di leadership ha il dovere di mettersi al servizio della comunità e di risolvere i problemi collettivi, guidato dall’autorevolezza e non dall’autorità.

Lotito ha concluso il suo discorso riflettendo su come la sua esperienza alla guida della Lazio sia la sfida più complessa che abbia affrontato, nonostante le molte attività che gestisce. Secondo lui, un leader trova soddisfazione nel servire gli altri e nel vedere la collettività progredire grazie alle proprie azioni.

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